Biblioteca Forteguerriana

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La fondazione della Biblioteca Forteguerriana, una della più antiche d'Italia, è tradizionalmente datata 1473, quando, in seguito ad una donazione del cardinale Niccolò Forteguerri (1419-1473), venne istituita la Pia Casa di Sapienza con l'annesso Collegio Forteguerri. Ha la sua prima sede in una casa di proprietà  dello Spedale di San Bartolomeo in Alpi, intorno al 1530 fu poi deliberato di costruire un nuovo edificio che, nobilitato dalla facciata disegnata dall'architetto fiorentino Giovanni Unghero, divenne la sede definitiva della Sapienza e del Collegio: è dunque in questo contesto architettonico e funzionale che gradualmente si stratificano le raccolte librarie della biblioteca. Un anno rilevante per la storia della Sapienza è il 1696, quando un motuproprio granducale impone agli Ufficiali della Sapienza di aprire all'uso pubblico le raccolte librarie. Negli anni successivi il Palazzo della Sapienza, ampliato in seguito agli interventi commissionati nel 1776 all'architetto pistoiese Giuliano Gatteschi, autore anche del disegno delle scaffalature destinate ai libri, che ancor oggi caratterizzano la sala di lettura, continuò ad ospitare la Scuola e la Libreria. 

Per la sua storia plurisecolare, la Biblioteca Forteguerriana custodisce un patrimonio archivistico e librario di grande pregio, costituito da circa 220.000 libri ed opuscoli, prevalentemente appartenenti ai suoi pregevoli fondi a stampa, oltre 1.300 documenti afferenti ai suoi preziosi fondi manoscritti, 126 incunaboli, circa 3.300 cinquecentine, 2.700 stampe e 900 disegni, 3.500 fogli volanti, 3.600 cartoline e fotografie dei suoi fondi iconografici. Il patrimonio si accrebbe in misura assai notevole negli ultimi decenni del XIX secolo, quando la Forteguerriana acquisì nuclei librari provenienti da enti soppressi; la complessiva fisionomia bibliografica della biblioteca dipende inoltre da numerose altre donazioni ed acquisizioni di rilievo. 

Dal 2007, con l'apertura della nuova Biblioteca San Giorgio, la Forteguerriana, che aveva svolto fino a quel momento anche la funzione di biblioteca di pubblica lettura, ha acquisito pienamente il ruolo di biblioteca di conservazione e di documentazione locale collocandosi nel novero delle principali biblioteche storiche della Toscana.

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